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sabato 3 dicembre 2011

15 dicembre 2011 29° anniversario dell'inserimento di Firenze nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO

Appuntamento il 15 dicembre alle 14,30 per un caffè al SUC (Spazi Urbani Contemporanei) delle Murate.
Presenteremo il volume “Centro Storico di Firenze: metodologie ed applicazioni di restauro nella manutenzione dei fronti edilizi urbani” curato da Giuseppe Alberto Centauro dell'Università di Firenze con l'esposizione delle tavole.
Nella seconda parte si terrà un dibattito sul tema del colore nel paesaggio urbano storico.
Il pomeriggio si chiuderà con un aperitivo al Caffè Letterario Le Murate.
per informazioni: 055/2399610 email centrostoricounesco@comune.fi.it

mercoledì 6 gennaio 2010

Outlet vs Centri Storici

Da centri commerciali definiti "non luoghi" a imitazioni dei centri storici.
L'articolo di Aldo Cazzullo apparso sul Corriere della Sera del 5 gennaio "Che tristezza quegli Outlet" è un altro tassello che si va ad aggiungere alle ultime analisi del fenomeno.
Dobbiamo prendere atto di questa realtà - non per demonizzarla - ma per riflettere sul declino di una della identità forti del Centro Storico incarnata dal commercio legato alla qualità sia della merce sia dei servizi.
Facilità di spostamento e di parcheggio, ambiente sereno e familiare - immersi in una rassicurante città "in stile" -, questi sono alcuni dei punti forza che fanno sì che gli Outlet attirino un sempre maggiore numero di persone a discapito dei centri storici "veri".
La politica dei prezzi, a dire il vero poco comprensibile almeno per me profano,vede i negozi delle grandi firme in via Tornabuoni ( per fare un esempio fiorentino) praticamente deserti, ridotti a una sorta di vetrina-immagine a vantaggio di queste tranquille e squalliducce oasi neomedievali o neorinascimentali del commercio a saldo perenne.
Siamo forse arrivati al limite; e non credo sia sufficiente l'idea dei centri commerciali naturali che hanno dato vita a iniziative parziali e frammentarie. E' fondamentale trovare nuovi stimoli, occasioni, facilitazioni per far tornare i cittadini in centro . Il gusto per la città "originale" che muta nel tempo ma è costantemente presente ai suoi cittadini/custodi deve reimpossessarsi dei nostri cuori e delle nostre menti che non possono, anzi non devono accontentarsi di un simulacro di città storica vicina agli svincoli di un'autostrada.

domenica 13 settembre 2009

L'urbanistica - Passepartout domenica 6 settembre 2009

Cari colleghi vorrei proporvi la puntata di domenica scorsa di Passepartout che ritengo possa interessarvi.
Daverio riesce sempre a comunicare con grande efficacia e Marco Romano illustra da par suo la sfera estetica che avvolge il concetto stesso di civitas.

Dal testo introduttivo alla puntata " Quarant’anni fa si abbandonavano i centri storici. Oggi fortunatamente si tende a riscoprire quel passato. Ma è un’epoca nuova che ancora non sappiamo come governare, in cui la romanità antica convive con il mondo medievale ed entra in dialogo con il mondo contemporaneo e futuribile di internet. L’Italia è stata certamente il più bel paese del mondo, ma dopo tutto quello che è accaduto tra gli anni ’50 e ’70 possiamo ancora ritenerlo tale? Un esempio di questi travisamenti estetici si legge benissimo nel profilo urbanistico di Orte. Già Pasolini in un documentario Rai dei primi anni ’70 aveva tristemente registrato gli sgarri urbanistici di una modesta pratica edificatoria moderna che stava distruggendo l’armonia secolare dello skyline del paese, cresciuto nel tempo in un dialogo costante con la natura circostante. E come Orte tanti altri luoghi in Italia, dove al paese reale si contrappone il paesone della modernità obbligata, con un autentico inquinamento visivo, al quale solo da poco siamo diventati realmente sensibili. Esistono però casi in controtendenza, quando cioè la progettazione spontanea della modernità cede il passo ad una visione urbanistica integrale del territorio. Da un lato Guastalla, progetto antico, e dall’altro Brembate di Sopra, progetto proiettato al futuro, ma che in fondo vuol rileggere il passato, riprendendo tutti i pezzi di un linguaggio che con gli anni abbiamo perso, la piazza, il porticato intorno alla piazza, l’edificio un pò più importante come se volesse presiedere la piazza, la chiesa, persino l’orologio"

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-ed7701bf-c316-4772-9a7e-3d3dd75650df.html?p=0


Vi consiglio anche il sito di Marco Romano http://www.esteticadellacitta.it/

Carlo Francini